Sei bagni nel Lete per dimenticarmi di te 



Bagno primo

Sciacquarmi l’immaginazione per toglierti del mio futuro

Bagno secondo

Bagnarmi la pelle per togliermi il tuo odore e la tua presenza di dosso 

Bagno terzo 

Riempirmi la testa d’acqua per appiattire il ricordo di te

Bagno quarto 

Affogare in me stessa per conoscermi senza di te 

Bagno quinto 

Risalire in superficie prima di esalare l’ultimo respiro. Mi aiuterá a ricordarmi che tengo alla vita, che posso farcela senza di te anche se il mondo mi sembra così piccolo. 

Bagno sesto

Galleggiare sulla superficie dell’acqua, come galleggio sulla superficie della vita. Come ho galleggiato sulla superficie di me stessa, forse quand’ero con te. Come ho galleggiato sulla superficie della tua anima, forse quand’ero con te (“l’amore è infondo aridità”). Lì, gallegiante e rinata me ne sto a guardare il cielo che muta e chissà se muto anch’io. In attesa che qualcuno, dalle profondità, mi risucchi. O forse non lo farà nessuno  e mi verrà il corpo grinzoso a star nell’acqua per così tanto. Mentre guardo il cielo, mentre aspetto la morte.

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