l’Urbe 

fughe di cervelli

mi trainano le lacrime
le verità di roma

caldi cicli mestruali

alterni e doloranti

strade chiuse 

le mia parole

vie i miei polpastrelli 
arresta il mio moto 

e ammutolisci le mie ambizioni
(insegnami a lamentarmi

a disprezzarti sui gruppi online

a lanciare le peroni nel Tevere)

taglia il mio privilegio

con l’affetatrice arruginita 

rendimi tua

lasciami vagare

e scrivere di fatalismo

lasciami morire

e piangermi al Verano 

chiedimi in sposa

e io non ti tradiró 

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