Sul Privilegio

 

1024px-Hiroshige_Bowl_of_Sushi
di Utagawa Hiroshige

 

 

Nota: ogni personaggio è transgender per la i soliti motivi (evitare l’immedesimazione con personaggi dello stesso sesso) e hanno nomi di tipi ti sushi perchè il sushi è buono. La lingua dunque alterna maschile e femminile con lo scopo di confondere il lettore e anche lo scrittore.

Ecco a voi Sashimi, Nigiri, Uramaki, Temaki, Futomaki e Onigiri. Personaggi esterni interverranno nell’introduzione e conclusione: Cortisolo e -.

 

 

Uno – Uramaki dialoga con Cortisolo 

Dilaoghi a 76 chilometri

Cortisolo scrive:

Mettiamo subito in chiaro le cose: se avete dei preconcetti, se siete persone ben salde dietro alle vostre illusorie sicurezze, se vi piace la vita per come la state vivendo e non volete trovare vie alternative o risoluzioni vere e proprie, ebbene per prima cosa, vi invidio; per seconda cosa, credo che farete meglio ad ignorare questo testo che agli occhi dei più disperati apparirà certamente come la confessione di un suicida. In effetti, seppur ho troppo cara la vita per poterla buttare nel cesso, è proprio nel momento in cui l’ho uccisa, che  ho potuto realizzarne il valore assoluto, finendo irrimediabilmente vittima della.mia condizione di essere vacuo la cui esistenza è stata, almeno fino ad ora, completamente vissuta in funzione del grande occhio, dimentico del mio io ancora così piccolo.

Uramaki scrive: 

Senti il cuore che ti batte?

Baal scrive:

No, sento il cuore che sussulta per la circolazione intoppata;  quando non lo fa diciamo che sussurra leggermente in silenzio, come se non si volesse far sentire. Penso che sia connesso col respiro poco fluido, poca forza al muscolo, maggiore sforzo…e col cortisolo, o che altro. Non penso all’amore, penso alla fisiologia del mio muscolo cardiaco.

E tu che valore gli dai?

P.S. che effetto ti fa il cinismo? O la mancanza di romanticismo? Quanto veramente i nostri modelli sono nostri e non costruiti? Sappiamo acoltare noi stessi o ci nascondiamo dietro a un modello imposto da secoli per tutti i secoli dei secoli amen? Da dove origina la paura e come combatterla? Tu che sei luce nel nome come interpreti le parole di uno che si allontana nell’oscurità?

 

Uramaki scrive:

La nostra anima è monca. Il nostro cuore si impegna a pulsare ma qualche sentimento ci ha tagliato le vene e ora passeremo la vita intera a tamponarci. Il cinismo è debolezza di pensiero. Girati e prendi la mia mano: io so dove andare.

P.S. Ti piacciono le spine delle rose?

 

Cortisolo espone:

Debolezza di agire, non di pensare, o di amplificare, o ancora di vivere.

Veramente è una debolezza? Ora come ora prenderei una rosa solo per il gusto cinico di dissacrarla, e non vorrei che la rosa fossi tu. E’ un atto distruttivo che si origina chissà dove.

Il cortisolo è solo un modo per dire che la realtà mi sta un po’ stretta, ma ciò non significa che sia una condizione definitiva. Se vuoi puoi tamponare le ferite finchè ho la debolezza di esporle, e credo che poi si parlerà di altro. Sai dove andare, o sai dove vuoi andare? Io non so niente.

 

Uramaki scrive: 

I fiori mi fanno molta pena. Lì nei fiorai, tutti ammassati che aspettano di appassire: ci assomigliano molto.

Io so che voglio essere una spettatrice. Voglio sedermi sugli spalti con una birra tra le mani (fredda che gocciala, pe capisse) e battere la mani quando il mondo da il meglio di sè. Poi alzarmi a fine spettacolo e andarmene a casa.

Perchè crediamo di dover esser protagonisti della nostra vita? Non potremmo far il gobbo?

 

Cortisolo scrive:

Io so di avere desideri di rivoluzione spirituale e vitale, ma la paura di essere libero mi porta a bloccare ogni mio impulso. So che siamo delle divinità e che possiamo realizzare tutto ciò che vogliamo, anche il peggiore dei mali, quindi figurarsi il bene. Vorrei andare da una sciamana e farmi fare qualche stregoneria per liberarmi dal peso della paura e svegliarmi la mattina con la certezza di avere il mondo in pugno; alla fine basta la convinzione e, credo, le giuste molecole nel sistema circolatorio (la purificazione).

Se vuoi puoi benissimo rimanere distanziata e guardare, è una tua libera scelta, ma che cos’è l’esistenza alla fine? Un breve attimo in cui possiamo tutto ciò che vogliamo con un po’ di fatica e convinzione. Il giorno in cui imparerò a dominare le paure comincerò veramente a divertirmi, e faremo esplodere palazzi edificati sul nulla e faremo crollare tutto questo bel sistema. In fondo il disagio è bello se parte dalla distruzione di un disagio quotidiano mascherato che passa per buona etica e morale.

Lì troverai l’amore che nessuno ora vede più, dove è bello rischiare per le giuste convinzioni e ritrovare se stessi e scoprire la propria potenza; ognuno di noi è capace di tutto, ma siamo atrofizzati.

(Capisco che è un complicare le cose, forse ho bisogno di uno psicologo)

 

*Uramaki ride e lo vorrebbe baciare*

 

Due – Sashimi 

Ogni volta che Sashimi faceva questi test per capire la propria carriera futura (tipo questo) le uscivano cose tipo il “Leader”. Anche suo nonno, prima di moire (clichè ma fottutamente vero) gli aveva detto: sei un leader, usalo bene. Solo che suo nonno adorava il Duce. Questo la destabilizzava un po’.. in ogni caso. Leggeva molto di politica e d’anarchia. Gli piacevano le cose superficiali e credeva che tutti dovessero avere il diritto sulla terra di concedersi alle cose superificiali. “La prima regola per farsi spezzare il cuore è essere vestiti bene”, scriveva. “Con bene intendo essere vestiti esattamente come vogliamo vestirci: essere noi stessi (se fossimo qualcuno), sentirsi una telecamera che ci segue continuamente, sbattere gli occhi con grazia e fissare distrattamente l’ipotetica telecamera. Sentirsi il privilegio addosso. Il privilegio di essere noi stessi e nessun altro. Il privilegio infatti è l’essenza dell’unicità dell’essere. Il privilegio può essere anche essere l’ultimo degli sfigati. Il privilegio è ciò che taglia la nostra sensibilità che è difatti il nostro genio. Il privilegio ci concede il genio e il genio è pulizia. Il genio ordina il mondo e lo estingue dentro di noi. Chiudiamo gli occhi e sparisce. Il privilegio d’esistere è ciò che non dobbiamo mai scordare, che non è la vita, è il privilegio della vita. E’ il movimento che da origine alla vita, è la corsa degli spermatozoi, è quel pazzo che buca con gli spilli i pacchetti di preservativi al supermercato. Privilegio è anche morire, non esistere, spegnersi su un clinex usato. Privilegio è essere e non—essere allo stesso tempo. Il privilegio è l’individuo ed è per questo indistruttibile. Questa è la base della nostra storia e deve dunque essere la base della nostra politica.”

Apriva il vino. Non ci riusciva, spiengeva il tappo dentro e si diceva che non aveva bisogno di un macho nella sua vita: bastava abituarsi al vino al sapor di sughero. Era più facile abituarsi a quello che al machismo.

 

 

Due – Nigiri 

 

Nigiri frequentava le sue ultime lezioni di Lettere Classiche alla Sapienza e si sentiva un qualche profeta strano. La sua tesi, abbastanza strampalata devo dire, sosteneva come gli antichi romani in realtà comunicassero oralmente in romano corrente e come, più precisamente, si esprimessero proprio come la Dark Polo Gang, gruppo rap romano in voga ai tempi. Sentendoli pensava: “Privilegio è essere il presente.”

Nigiri credeva che ci fossero due grandi fortune nella vita: essere nati artisti ed essere nati generazioni in transizione. Scriveva infatti: “E’ una grande fortuna quella di essere nati in un era e morti in un altra, il mondo intero ha il beneficio del dubbio e nessuno pretende da quei nati-a-metà, perché nessuno sa cosa fare, ma la nostra generazione invece è stata cresciuta nel globale e nel globale morirà. Loro, i costruttori del mondo, sanno già cosa vogliono da noi, e per quanto irrazionale e crudele, ci chiedono sforzi di sopravvivenza e dimostrazioni di volontà di vivere immani, di un livello mai richiesto alle cosidette generazioni in transizione.” Di questo era più che certa, gli bastava vedere i suoi genitori che erano dirigenti senza essere laureati. Le bastava guardarsi, in quel momento accampato fuori alla sede del suo stage non retribuito. L’altro è essere artisti. E cosa voleva dire? Aveva letto che essere un’artista significa “tell what is like to be alive.” 

 

Scriveva:

il problema degli scrittori

e forse degli artisti

(di tutti loro 

chi lo sa)

è che spesso non capiscono 

ciò che fanno

non fino in fondo

gli spettatori però

che quello fanno nella vita

osservano

percepiscono

ogni fallimento

ogni cambio di direzione

ed ogni incertezza

dei loro ispiratori

e fremono e piangono

e gente su suicida al suicidio di Wallace

ma Wallace non sa perchè si suicida

Poi sfoglia la pagina di Dark Meme Gang e pensa: “privilegio è anche essere un bufu.” 

 

Tre – Temaki

 

“Cos’è il privilegio?” Si pettina il baffo sinistro (l’altro è rasato), fissa negli occhi il giornalista:  “Il privilegio è tornare a notte fonda e poter spulciare la libreria: scartare i libri con dediche di amici cari e ormai lontani, prenderne tre quattro e lanciarsi sul letto, potergli dedicare del tempo.. guardarli, baciarli, sottolineare con leggerezza a matita, cercare dei post-it nella stanza accanto, facendo cadere la lampada deco’ sul nostro alluce, cascare teatralmente, leggere lí, sul pavimento, fino a notte fonda. Questo è il privilegio.”

Era un po’ che Temaki era diventata famosa, crede fosse per via dei suoi baffi e la fama che le femministe le avevano dato. Ma a lui non piaceva quel femminismo, era un femminista post-strutturalista che si occupava dei casi di uomini vittime di stupro. Ma questo era in altri momenti. Momenti in cui non restava altro che hackerare i sistemi dell’Oxford Press.

 

Quattro – Onigiri

Dolore esistenziale è non trovare una canzone adatta per soffrire. Nemmeno Love is a Stranger, nemmeno in tutto l’album The Caretaker’s An Empty Bliss Beyond This World  forse neanche con Jimmy Fontana. Soffrire è privilegio.

Scriveva sul suo account di Facebook con un nome falso di una pornostar: “Dio quando ci guarda deve sentirsi come mi sento io ora che fisso una finestra dove una mosca continuamente sbatte e ai cui piedi presto morirà. Sarà che le mosche non comprendono la natura del vetro come noi non comprendiamo quella dell’universo?”

 

Cinque – Futomaki

Dovete sapere due cose di Futomaki: era dea in corpo e dea in mente.
Futomaki sognava di un mondo che fluttuava e si muoveva sugli oceani. Sognava di  come sarebbe cambiata la storia con una nuova Pangea.. si sarebbe chiamata MareaSiCrea. MSC. Cazzo le crociere. O come 3MSC. O cose così. Se la vedeva completamente diversa. Lei, persolmente, sarebbe voluta stare vicino ai russi. Voleva che la Russia anzi, galleggiasse accanto all’Italia così che i Russi si potessero godere il bel tempo. Se lo meritavano pensava, erano dei grandi scrittori: meritavano del bel tempo. Chissà cosa avrebbero creato, i russi, col bel tempo.

Aveva anche teorie su molte altre cose. Per esempio, credeva che il primo toscano della storia fosse originariamente stato stuprato da una chioccia e per quello temeva la lettera ‘C’. O forse, pensava, gli era piaciuto così tanto che i Toscani “still felt like blowing.” Poi però rifletteva per minuti interi se i Toscani aspirassero o espirassero quando mancavano di pronunciare la ‘C’. Internet non sapeva fargli chiarezza. Però sapeva dirle molto di come risolvere i problemi di flatulenza ombelicale. Mica male.

(Post Scriptum: Mr. Appletini conferma che la ‘C’ in toscano sia espirata)

Gli piaceva anche scrivere, sopratutto di fantascienza, nonostante odiasse i film di fantascienza, ma amava Roth ovviamente (e i film ispirati alla sua roba). Direte: grazie al cazzo. No: grazie alle pecore elettroniche. In quel periodo stava scrivendo di un futuro in cui, alla morte, si poteva lasciare la proprio conoscenza a qualcuno, così che non andasse perduta. Lei avrebbe voluto quella di suo nonno. Ma questa storia dell’eredità non finiva mai così bene. Finiva che le gente ammazzava la gente colta e gli succhiava l’intelligenza. Alla fine era un succhia succhia e nessuno aveva più il tempo di imparare perchè doveva scappare dai Chupa Chups (così si chiamano quelli che succhiavao la conoscenza altrui). Questo, secondo lui, voleva dimostrare che tu nella vita puoi anche avere le migliori intenzioni possibili ma qualcuno finisce sempre per incasinare tutto. La ragione profonda di ciò, credeva lei, era che ad Hollywood avevano bisogno di materiale per fare film. E alla fine andava bene a tutti.

Futomaki, inoltre, scriveva approfondimente di tecniche di sopravvivenza:

“Una tecnica di sopravvivenza nel mondo contemporaneo è credere di essere ripagati nel futuro,” scriveva con convinzione e un sorrisetto sulle labbra. “Esserne certi e costruirci la propria vita sopra. Quando, per esempio, avrai i tuoi primi nipoti e tuo figlio si lamenta dei suoi scarsi fondi economici, tu digli che alla tua morte ti daranno il Premio Nobel per la Letteratura e che quindi gli entreranno dei soldi. Rassicuralo. Ad ogni festività regala ai tuoi amici e parenti, pezzi di carta autografati, poesie malfatte e quadri depressivi. Crederanno di non capire il post-modernismo e li terranno per rivenderli su eBay un giorno. Soffri d’amore e nessuno ti ama perchè sei un cesso a pedali? Tu convinciti, e fallo per bene, che le tue poesie d’amore saranno rilette per secoli. Sarai vergine ma famoso. Tipo Maria. Sei grassa e passi la giornata a vomitare? Convinciti che quando cambieranno gli stereotipi di bellezza, tra due generazioni o tre, le adolescenti passeranno la vita a masturbarsi sul tuo profilo Instagram, di cui ti eri scordata di lasciare il testamento prima di morire.”

Questo diciamo era essenziale per lui: avere tante teorie, tanti progetti, tante sperenze e tante ma tante tecniche di sopravvivenza. Un vero life-coach, questo Futomaki. E dov’era il suo privilegio? Il Privilegio di Futomaki era avere il tempo di pensare a tutte queste puttanate.

 

 

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s