Esercizio poetico (giugno ’14) 

le mani hanno imparato a scrivere

senza bisogno degli occhi

a quel punto gli occhi guardano

e scavano anelanti di ricordi

si soffoca senza memoria

lo sai, si soffoca nel nulla

ma non si muore

si sta immobili, come io ora sto, 

a lanciare lacrime a muri d’acciaio

dicendo “prima o poi cadrà”
ma cadono prima gli uomini dei 

muri, e questo lo sanno le guerre, 

che hanno fatto scommesse 

e sempre hanno vinto
cadono prima gli uomini

ma io non cadrò
rivelatevi mani rivelatevi a me!

vedo solo un corpo che muore, 

sfracellato sulle pareti della vita,

ai piedi dell’oblio,

aspettando che qualcuno lo ricrei, 

ci sono uomini che ancora vivi

sono morti nell’attesa:

il salvatore ha perso il treno

non aveva timbrato il biglietto
cadono prima gli uomini

ma io non cadrò

prendi il treno salvatore 

ed io non cadrò

una voce grida “padre”

e che sia Dio od un padre di 

famiglia, il treno è perso
cadono prima gli uomini

ma io aspettandoti, padre, 

non cadrò

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