Tentativo di storia d’amore (Marzo ’15)

Questa è la prima storia d’amore che scrivo e sarà anche l’ultima. Scriveró di un amore in cui non credo e che non concepsico. Ne parleró per utilizzarlo come mezzo d’arte. Lo sottometteró a ció che amo di più. Per me sarà una superstrada, come spesso ho pensato di aver iniziato a scrivere in Dio scrivendo la mia poesia più bella, il Profeta.
In ogni caso, inizio a raccontarvi una storia. Eccomi ci sono io con un ora di autobus ai posti davanti davanti, sono a East London sul 25: direzione G-A-Y Old Compton Street. Mi evolvo come un cocoon, un bozzolo, muto e divento altro. Mi altero.

La storia che vi racconto inizia parlando di una pulsella in questa mia stessa situazione. Ha gli occhi che le bruciano e i jeans stracciati, che siano posh o da hobo fa comunque freddo. Ora immagginatevi Jelly, la protagonista di questo mio racconto, che se ne sta a sentirsi il reggae al secondo piano di un autobus rosso a East London, mentre l’autobus va.
Quando hai la musica tutto il mondo intorno si assutisce. Niente rumore, nessun sapore, nessuna sensazione. I sensi si attutiscono quando solo uno di loro si sente ottundere. Tipo dalla musica..come per Jelly in questo momento. Insomma alza gli occhi cercando qualcosa nel cielo inglese.
Non vi è nulla ovviamente se non notturna foschia. Inizia allora a pensare su quello che il suo Papà Tedesco in quella casa a Londra le aveva appena detto. Raccontava lui di come la regina Elisabetta avesse ucciso Lady D. E ne era convito, adesso Jelly non sapeva a chi credere, adorava le teorie complottiste, ma questo le sembrava un po’ troppo. Certo peró sarebbe stato divertente. Solo a pensare alla Regina che sbronza strangolava Lady D o le manometteva i freni frustando uno schiavo nero le cambiava la prospettiva del mondo.
Un’altra cosa che pensava era che gli inglesi bevevano così tanto per accoppiarsi, essendo brutti senza alcol si sarebbero disgustati di tutto quello sporco o quella cellulite che erano le donne inglesi. Poi certo con lo scopo di perpetuare la razza inglese avevano anche inventato altre droghe.
Come biasimarli?
L’immagine degli inglesi che sbronzi perpetuavano la vita fu interrota dall’ombra di un uomo. Aveva il cappuccio e i jeans stracciati, Jelly si accorse di quanto i loro due stile si assomigliassero e le venne voglia di essere donna. Per davvero. Ma queste voglie spariscono subito appena noi donne emancipate vediamo tacchi e fondotinta. Ci hanno permesso di vestirci da uomini e noi lo facciamo, hanno permesso agli uomini di truccarsi e fare moda. Loro lo fanno.
Come si dice dalle mie parti:” la verita è che nella vita fai sempre quel cazzo che ti pare, e pure quando gli altri ti dicono cosa fare sei tu che stai facendo quel cazzo che ti pare ascoltandoli”. L’ombra dell’uomo si fece maligna e intimidatoria. Appare una pistola nella sua mano. Nella testa di Jelly balena immediatamente Cechov. Pensa che Cechov non avrebbe mai messo in scena una pistola che non avrebbe prima o poi sparato. O almeno così diceva Murakami. Lei di Cechov aveva solo letto una copia in francese di qualcosa con le ciliegie. Ma bho. Comunque così era la sua vita: estremamente coerente nel suo caos.
La pistola spara due colpi, il primo in aria il secondo nella carne di un ragazzino di razza mista.
Il sangue sgorga e si confonde col pavimento viola sporco. Del sangue, una pistola, una ragazza di nome Jelly, Cechov che imperia.
Jelly non si volta a guardarlo ma rimane nella sua posizione sbracata in prima fila, con l’autobus che va come se Londra non avesse tempo da perdere. La vita sfrenata londinese non si sarebbe fermata.
Si guardano nel riflesso del vetro anteriore. Jelly sbracata alza il volume della musica in cuffia. Un attimo dopo i suoi capelli sono stretti in un pugno. Li sente sfibrati strapparsi e la cute fremere di terrore. Il corpo vuole rimettere, gli occhi vogliono essere sparati nell’iperuranio dalle lacrime che sgorgano.
Jelly non reagisce, capisce quanto sia vero che ripensi a tutta la tua vita in certi momenti. Ma prima pensa alle cazzo di CCTV. Dove cazzo erano quando servivano? Dove guardava Mr CCTV in quel momento?
Il pubblico era assorto dal listino prezzi del bar del teatro, lo sceneggiatore era a rifarsi il trucco, gli attori tweettavano roba.
Il tipetto e la sua pistola si tirano Jelly dietro, lei non aveva paura, non sapeva cose fosse la paura. Peró in quegli attimi pensando alla sua vita, si pentì di quel racconto che aveva scritto, “Viva la violenza” si chiamava.
Insomma mi rompo le palle a raccontare le storielle. Le viene rapita e come ogni storia d’amore che si rispetti la donna da essere prima indipendente e geniale diventa una maledetta isterica sottomessa.
Lui chiede il riscatto, lo riceve ma lei si prende un cottone spaziale.
Questo per dire che le donne sono stupide, che Cechov aveva torto e che la sindrome di Stoccolma è uno dei maggiori atteggiamenti perseguiti nel nostro secolo.
Amiamo così tanto da amare la fonte del nostro odio, perche ci fa provare così tanto. È la stessa storia per i neofascismi. Non risciurai mai a credere ció che un’ideologia ha creato, la tua mente non puó percepire né l’olocausto né la soppressione della libertà. Odi tutto ció e te ne innamori fottutamente.

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