CAPITOLO TERZO |primo trip| Keto

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(Gloriosa Generazione Globale)

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by Polly Nor 

CAPITOLO TERZO |primo trip| Keto

“Mamma mamma, ascoltami. aspetta.” Keto rincorreva la mamma per la casa, lei gridava, sbraitava, piangeva come una bambina a cui avevano rivelato una qualche pesante verità, e lei smaniava per tapparsi le orecchie, lei piangeva, per offuscarsi gli occhi da quella realtà. “che pensi che sono stupida? pensi che non lo so cosa fanno gli spinelli?” e piangeva piangeva sicché pareva che non dovesse smetter mai più. ” lo fai per distaccarti dal presente, lo fai perché vuoi essere accettato, perché non riesci a divertirti senza!” e ansimava sicché pareva che non avesse mai fatto altro. Keto le porse dell’acqua, era abituato a quelle scene, che si verificavano per le più stupide delle cose : una considerazione cinica (ella la riteneva causa di una forzata indifferenza), un brutto voto ( lo considerava un sottovalutarsi causato da un’insita debolezza), fidanzate che cambiavano troppo spesso (le riteneva causate dal cattivo esempio datogli dalla società). Insomma la cara mammina, era un esempio di una donna in overdose di psicologia letta su riviste per madri annoiate. Ogni reazione, ogni parola, ogni gesto, era profondamente collegato al suo io, insomma un po’ di Freud tritato, mischiato alla merda e servito con un clistere. Che Keto non fosse davvero così profondamente scosso internamente da reagire nel suddetto modo analizzato dalla mammina, questo non lo sappiamo, fatto sto che forse non gli interessava proprio. Nel primo periodo della sua adolescenza Keto aveva reagito in modo estremamente aggressivo e ribelle, un altro grande modello d’ispirazione datoci dai filmacci ultimamente prodotti in Italia. Egli invece, aveva imparato ora, a controllare la mente di quella donna, quando se ne rese conto, di primo impatto, si sentì un mostro, egli giocava con i fili di quella donna ora che la nonnina cara per cause di forza maggiore non poteva più. Spesso Keto aveva riflettuto sulla plasmabilità di quella carne, avrebbe potuto farsi amare, per davvero, se solo avesse voluto. Ma quel figlio di Dio provava per lei una grande Pietà. Il tipo di Pietà dipinta da Kokoschka per capirci. Dunque egli le strappò metaforicamente il cuore, ma lo fece meticolosamente, con mani morbide e ferme. Egli pose quel cuore in una teca di vetro, dove giornalmente poteva nutrirlo ed annaffiarlo. Egli costruì per lei un mondo nuovo. Era difatti molto pratico, o meglio era un vero e proprio genio, uno del nostro tempo, un hacker. Costruì per lei, uno spazio gigante, un mondo dove informarsi, dove la sua mente era giornalmente nutrita dal nozionismo webbiano. Lì, creò per lei, blog, pagine, video, dove tutti, ebbene, tutti, seppur con opinioni qualche volta diverse, affermavano che la Ketamina, era perfetta,per ragazzi con problemucci analoghi a quelli del nostro protagonista. ” si mamme, mamme, la Ketamina, è una medicina, utilizzata soprattuto negli Stati Uniti, e soprattutto dalla nuova potenza cinese, per riequilibrare gli animi dei giovani e porli sulla via della virtù ! “. Così si pronunciava uno dei siti. Ella ovviamente, di primo impatto, si consultò con le altre due bigotte del quartiere, le quali solevano pronunciare “cietamina”, quasi temessero la durezza della kappa. La resistenza di quelle fu pressoché inutile: il grande Internet aveva spazio anche per loro, le assorbì e le nutrì quotidianamente, finché loro stesse non si trovarono a tritare Ketamina nella colazione dei figli.
Il risultato fu spettacolare.
Forse il nostro personaggio ha esagerato, avete ragione, ma lo face per proteggerla, qualche anno dopo quando il mondo virtuale da lui creato continuava ad evolversi e la mamma ad esser nutrita, Keto si era anche lui evoluto e nutrito di vita. Il tutto cambiò, lui la nutrì allora d’amore filiale, continuando a preservare integro dalle mani del mondo il cuore nella teca di vetro.

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