CAPITOLO SEDICI|quarto trip| Croco

GGG
(Gloriosa Generazione Globale)

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by Polly Nor

CAPITOLO SEDICI|quarto trip| Croco

Il Jazz suonava e l’acqua scrosciava nella vasca da bagno nella camera di Maria. Quest’ultima si era diretta da qualche parte nel mondo probabilmente a comprare sigarette o alcol. Croco entrò nella vasca che andava a riempirsi fino all’orlo, Immerse la testa in acqua. Se ne stava con gli occhi chiusi sott’acqua sperando di soffocare da un momento all’altro, a la vita perpetua il suo corso e non guarda in faccia i deboli. Coloro che tentano di rifiutare la vita devono avere soprattutto buoni mezzi di soppressione.

Non che Croco volesse morire, ma si trattava di un gioco come un altro, di una partita con la propria volontà di vivere. Come se la rideva la nostra protagonista con gli occhi bordeaux e il fiatone che dava sfogo all’isteria. Fissò il movimento dei piedi, su giù – su giù – su giù, la vasca nella sua parte più lontana rifletteva il suo corpo deformato. In quel pezzo di plastica argenteo volto all’apertura del tappo, ella si rivedeva tutta, soprattutto, in primo piano – quasi fosse una gigantografia dei dettagli – vi era la sua vagina, e se ne stava lì rosea e particolarissima a fissarla. Ecco, quella cavità oscura del tartaro infelice la terrorizzava, causa inconsapevole di tutti i mali del mondo, teneva il suo sguardo con superbia quasi gioisse della debolezza umana da lei generata. Quell’essere immortale che perpetua la vita sapeva cosa intendeva Pirandello con grottesco.

Tutto iniziò dal rosso.
Rossi gli occhi in lacrime, rossa la bocca fremente, rossa l’acqua della vasca, rosso il volto di quel feto che si arrampicava tra le gambe gelide della madre. Saliva fino alla pancia, quell’essere, quel figlio di Dio, e si posò sulla pancia ad attendere il verdetto: vivo o morto, creatura di Zeus o di Plutone. La sua pelle quasi trasparente ansimava di vita, la madre, quella madre, non riusciva a sentir altro se non il respiro di suo figlio. Iniziò con il rosso e finì con il rosso, appena il feto iniziò a gridare, Croco aveva già trovato il modo di sconfiggere la vita, e rossi furono i polsi e rossa la luna, quel giorno, nel cielo del mondo.

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