CAPITOLO DODICI|terzo trip| Croco

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(Gloriosa Generazione Globale) 

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by Polly Nor

CAPITOLO DODICI|terzo trip| Croco 

Caro Croco-Diario, squamoso come un coccodrillo, divorato dalla Crocodile sappi che : 

Io sono un po’ piccina e non ho ancora imparato le tecniche letterarie, non ho voglia di fare corsi di formazione, per infarinavi un po’ di stronzate, quindi io da brava popolana che ha avuto accesso alle superstrade dell’arte, ci sguazzo libertina. Ora si alternerà un po’ del Diario di questa bambina, la grande Croco che scrive al Croco-diario, mentre parallelamente vi è un flashback (quanto siamo internazionali!). Il flashback però non funziona molto bene.. il 3D è la più grande menzogna del nostro secolo, tanto per inciso. Vi è una busta di cellophane(si scrive così accipigna)  con tante formichine che formicavano e facevano cose da formiche formichevolmente, lo giuro! Le aveva raccolte per vederle formicare, si.

Macchie nere che con corpicini di fragilità-da-spirito-umano portavano il mondo sbriciolato sulle spalle formicose. “Guarda: una formica, guarda: un formica, la formica sa essere te ma tu non sai essere la formica. Guarda: una formica.” Croco d’indole crudele osservava le azioni ferali dei suoi coetanei, tanti nani da giardino ammassati in una scuola libertina e dunque fallita, lei guardava. Prese uno scarafaggio anzi due, lucidi e lisci, di un marmoreo sanguigno. E li mise nel cellophane, il marmo sanguigno si iniettò di nero fatica. Di nero formica.

(io ve dico fermateme)

Caro Croco-Diario, squamoso come un coccodrillo, divorato dalla Crocodile sappi che:
“Oggi ho fatto la mia ultima seduta della psicologa, la mia Maria, certo sarebbe sano analizzare le
svolte:
-tutto è malattia
-la malattia è noia
-io non vivo nella noia
-non sono malata
-non devo sentirmi malata
-la malattia non esiste

Nulla esisteva più confessava pateticamente Croco nel suo Croco-diario. Le formiche non esistevano, alcuna formica bruciata, alcuna lucertola con la coda mozzata, alcuna violenza compiuta. Compiere violenza nei confronti degli animali, o solo non opporsi al male? Tornarono le formiche perché tornarono, era Dalì che dalla tomba le invocava.

Una bimba con delle formiche tra le fauci recita:

Adesso che
le temibili scelte
sono state messe nel cassetto
le paure amorose
soffocate
le lacrime
versate sotto la pioggia.
così sembro felice
persino a me stessa

Scuotevo il mio cuore
E mordevo la mano
La pallina nel mio anello
Vacillava
Ma verteva al centro
E così mi sentivo io,
Che sviavo da me,
Ma m’imbattevo in me
E me stessa sola

Con affetto e la speranza della tua morte incombente,
Croco, la tua scrittrice. 
 

Scrocchio di formiche.

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