CAPITOLO OTTO X OTTO = BISCOTTO (CAGOTTO) |secondo trip| Spino

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(Gloriosa Generazione Globale)

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by Polly Nor

CAPITOLO OTTO X OTTO = BISCOTTO (CAGOTTO) |secondo trip| Spino

Spino, spinevole, uomo di spinelli, ci siamo dimenticati di te che nell’angolo disegni con gli occhi socchiusi, ma la mente probabilmente visionaria, le mani quasi epilettiche si sciolgono nel raffigurare dinosauri, dinosauri, come quelli che vedevi nella testa parlare.
Volevi esprimerli su carta e poi in cartone animato, per fare in modo che tutti si sentissero di comunicare, per la prima volta, di interagire per davvero.  Per te erano i rivelatori del mondo, quegli esseri squamosi estinti, come portatori di una grande verità.
Il cartone sarebbe andato in onda su Youtube e si traduceva in dieci episodi, spezzoni in lingua originale: il dinosaurese, senza sottotitoli, dal momento che nessuno l’ha ancora studiato.. senza cazzatelle da umani, tipo un documentario di 838263 ore su come si riproducono, no, cazzo di dinosauri che passano l’aspirapolvere, vanno al supermercato e quando vanno alla cassa e sono ottantasei euro e cinquanta, il dinosauro stride come un disperato, cazzo è comunque un dinosauro! Abbiamo perso completamente il realismo? Poi dici che i bambini non si fanno amici e parlano con i propri cani e credono che Toystory sia un gran bel film.

L’educazione maledizione!!

Come immaginerete, l’intento di Spino non era certo quello di creare una nuova pedagogia televisiva, o di denunciare chissà cosa, piuttosto di creare svago ai fattoni di turno con stridenti suoni di fattissimi dinosauri troppo alti che sbattono il muso nel reparto surgelati.

Accadde che proprio quel pomeriggio Spino andasse in cerca di piselli surgelati(di tipo carne o vegetale), e che dovesse dunque infilarsi per non poco tempo in cerca della migliore offerta, oppure sua nonna lo avrebbe bastonato dicendo che era uno spendaccione. Dopo i soliti venti minuti di dispersione da tipico girovago di supermercati si ritrovò immobile davanti ai detersivi. Ecco, i detersivi proprio non li capiva, insomma tutto quel polverone per un po’ di liquido volto a lavare dei miseri piatti, cosa poteva importare se era polvere blu rossa o bianca? Cosa importava se sbiancava o aveva odore di lavanda? Si poteva stare ore a guardarli senza capire davvero quale fosse il loro mistero, quale fosse la ragion d’essere dei detersivi. Spuntò tra gli scaffali una testolina squamosa che ripeteva ad intermittenza “shalla, shalla, shalla, shalla!” e ridacchiava, nei limiti dei dinosauri, ai quali è comunque molto difficile ridere in umanese. “non sembri certo uno con una buona memoria.. ma con i fatti ci si fa poco si sa, tu le ricordi le emozioni invece? Ti ricordi la primo volta che hai sentito dire spinello..? Voglio dire.. andiamo, esiste davvero ancora la gente che dice spinello?!” Poi continuava: “eppure quando io dico shalla gli umani si stupiscono, e non perché sono un dinosauro parlante ma perché rappresento un concetto a loro oramai oscuro: la gioventù.”

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