Prologo

 

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(Gloriosa Generazione Globale) 

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by Polly Nor



Prologo

Qual è la differenza tra un atmosfera onirica ed una drogata? Chi siamo noi davanti alla realtà onirica e chi davanti alla realtà drogata? Il terzo tipo di realtà comunemente posto al primo posto è, a dire il vero la Realtà delle Realtà, quella a cui io da sempre do più importanza letteraria e non, forse in questo racconto riuscirete a trovare uno squarcio di quel tipo di realtà, vi prego di scavare bene, ed eternarlo se si è riusciti a fotografarci in una tale molteplicità storico-sociale.

Certe volte pare che nella vita basti trovare un qualche concetto o interpretazione e porlo come nostro logos, e di lì tutta la molteplicità si scioglie in conseguenze vittimizzate di quel logos. Quello che sembra andare più di moda negli ultimi lunghi tempi è uno di tipo economico, e forse alcuni converranno con me che sulla base di un interpretazione filosofica, stiamo miseramente consumando il mondo. Vero è, che questi logoi, possono essere i più disparati ed assurdi, per esempio ho sentito una nutrizionista ricondurre il senso della vita alla glicemia, o gente -di idiozia ed opinioni pari alle mie- all’esistenzialismo.

In questo prologo ci sembrerà che causa e fine della vita sia la burocrazia vitale, un concetto molto probabilmente inventato, ma che funziona nel suo campo d’azione non peggio di altri concetti inventati.

In un era abituati alla velocità del Fast Food -quella statunitense non l’italiana, per carità- tutto ciò che manca di quell’efficienza e velocità volti a farci sentire sempre con qualcosa di imminente da fare, ci potrà sembrare pura burocrazia vitale. L’esempio che ha creato l’espressione è stato un wi-fi che non funzionava, ma il tutto si andrà spiegando nelle prossime pagine. Il prologo inizia raccontando di alcuni ragazzetti che a causa di un intoppo sono costretti a scappare dalla loro barca che affondava per salire poi su di un treno in movimento. Forse agli occhi di molti i mezzi di trasporto non si potranno mai definire burocrazia vitale, ma ugualmente ci si potrebbe lamentare del fatto che nel ventunesimo secolo ancora stiamo senza-tele-trasporto. E sarebbe una lamentela fattibile. Uno dei personaggi di questo racconto si stava divertendo a saltellare sul lato estremo di questa mastodontica struttura incastrata trai palazzi di una città distrutta, così la nave si spostò ed iniziò ad affondare. Quella nave era la loro casetta, il loro squat per essere precisi, non vi erano robe tipo l’elettricità e l’acqua corrente, cosa che li salvava dalle grandi noie della vita, tipo le bollette o gli idraulici, lasciandoli in una dimensione altra.

Quando la nave affondò però, toccò alla morte per affogamento divenire la più alta ed odiosa tappa della burocrazia vitale, una tappa che li costrinse ad arrampicarsi sui vagoni di un treno che proprio in quel momento passava tra le macerie.

Si potrebbe dire allora, che la burocrazia vitale e nulla più abbia in quel momento perpetuato la vita.

Tutto ciò che ho sopracitato è ovviamente un Ideale, un’utopia che ognuno dei personaggi aveva ben chiara nella testa, il loro percorso, ovvero questo racconto, è un continuo procedere dalla distopia verso l’utopia. Dubito che ci riusciranno, sono parecchio idioti; ma noi facciamo il tifo.

 Io sono su di un treno quindi sarà facile scrivere di un treno, sono un’essere vivente, ora mi devo solo spezzettare e scrivere di quattro parti di me su di un treno. Sarà facile.

Chiudete gli occhi. No riapriteli, non potete leggere con gli occhi chiusi. Ora trovate uno schiavo norvegese, fate leggere lui, prima prendete una frusta, nel caso legga con accento norvegese, ora chiudete gli occhi.

Fischio di treno, schiavo imita il fischio di treno, oppure dai un senso al tuo abbonamento Spotify. Fischio di treno.

Primo vagone

Musica: Sunday kind of Love, Etta James 

Attori: vestiti da ranocchie bavose, avevano voglia di sbavare 

Invasione di rane! Schermata 2017-02-01 alle 15.26.36.png

Rane e bava sono sinonimi

Sono quattro e tutte amiche

hanno nomi di droghe

anzi nomignoli

rane e bava sono sinonimi!

fanno il suono

delle rane

ma in greco:

Brechechechè, coàx, coàx !

Le rane si presentano:

“Ciao io sono Keto,

nel dubbio dormo”

“Ciao io sono Croco

e più che un coccodrillo,

sono una rana bavosa”

“Salve a tutti,

belli e brutti,

io sono Spino

e adoro mangiare le sottilette

fredde, sembrano plastica”

“Ciaociao io sono Mesca

e sono qui perché mi hanno

costretta”

Le rane allora iniziano a saltare come son solite fare e, come è loro abitudine, gonfiano la pappagorgia, fagocitano il mondo all’interno e si ritrovano nel vagone successivo.

Secondo Vagone

Musica: Chaconne, Vitali [per violino] 

Attori: tagliati a pezzetti con varie parti del corpo che recitano, sì, anche le mani recitano. E i testicoli. Vedrete.

CONTRIBUTO FINANZIARIO A —> 8XMILLE ALLA CHIESA CATTOLICA DA PARTE DELL’EGREGIO DONATORE VLADIMIR PUTIN : BOMBE A MANO

(statua di ringraziamento in costruzione) 

“Una gamba qua!

Una gamba la!

gonfi di vino

quattro pensionati

mezzo avvelenati al tavolino

li troverai là,

col tempo che fa,

estate e inverno

a stratracannare

a stramaledire

le donne, il tempo ed il governo.”

Sì! Sì! La carne esplode, ma canta!

Canta De Andre’

Ma balla la Chaconne

Inizia il dialogo un’unghia,

si tratta di Croco,

lei inizia a parlare

delle teorie evoluzionistiche

e tenta il suicidio.

Due accorrono

a tamponarle i polsi,

Keto si fa spazio,

ha la forma di un testicolo,

è molto strano

vedere un testicolo parlare,

raccontava di quando da piccino

non si fidò della matematica,

il suo valore fu la non-matematica

il suo insegnamento,

divino e terrestre,

fu il non.

Certo ha sapore d’Aristotele,

ma detto da un testicolo..

Spino e Mesca

si fanno avanti per mano,

sono due mani, sanguinolente,

iniziano a raccontare una storia,

facendo ombre con le dita,

su di un muro:

un coccodrillo e un coniglio.

Hanno valori comprati

a Porta Portese la domenica.

Oggi De andre’

è sempre in mezzo,

arriva il Bombarolo

e il vagone esplode,

saltano, pezzi di uomo,

a quello successivo.

Terzo Vagone

Musica: No non è vero, Tenco

Attori: No, non sono la schiera dei suicidi, sono idee che vagano nell’iperuranio

Ora sentiremo

Idee parlare

come se fossimo

tornati nella Kommune 1

e non ci fossero più uomini

ma idee nude

che si penetrano

l’un l’altra

L’idea ha il nome di Mescalina

è la protagonista in questo vagone

ha un vestito glitterato

e azzurrino, il naso incipriato,

ad un’idea non dona molto l’azzurro.

L’idea promulga:

lo stereotipo è l’unica salvezza!

L’idea ha il nome di Spinello

“amo stare fatterello..

sì, sono una grande fan delle rime,

mi riescono male,

dopo aver letto l’Alighieri,

egli era un mio fan,

del grande imparruccato spinello”.

L’idea promulga:

il punto di domanda è l’unica salvezza!

L’idea ha il nome di Crocodile

è cannibale,

essa è però molto meticolosa:

alla vista del sangue sviene,

alla vista della carne viene.

L’idea promulga:

la violenza è l’unica salvezza!

L’idea ha il nome di Ketamina

egli è un’idea maschio,

noi siamo estremamente maschilisti,

non crediamo che alcuna donna

possa essere un genio,

a dirla tutta crediamo

che le donne eterosessuali

non sappiano scrivere i libri

vietiamoglielo

e anche alle femministe

peggio mi sento

e vietiamo agli statunitensi di fare film

e siamo tutti felici

L’idea promulga:

la sovversione del capitalismo è la salvezza!

Le idee fabbricano droghe con la loro laurea in chimica, spesso i loro laboratori saltano in aria, fare la metanfetamina è come fare i biscotti in casa, se non consideri lo scoppio. Boom.

Quarto Vagone

Musica: Tetris Theme Song, Doctor P 

Attori: pezzi di Tetris, volti ad incastrarsi l’un l’altro

Sono tutti ammassati

i personaggi

nell’angolo sinistro

di un game-boy

verdognolo

si toccano

e si incastrano

discutono su questioni

generazionali:

“è una grande fortuna

quella di essere nati in un era

e morti in un’altra,

il mondo intero ha il beneficio del dubbio

e nessuno pretende da quei nati-a-metà

perché nessuno sa cosa fare,

ma la nostra generazione invece

è stata cresciuta nel globale

e nel globale morirà,

il mondo, che altro non fa se non pretendere,

sa già cosa vuole da noi,

e per quanto irrazionale e crudele,

ci chiede sforzi di sopravvivenza

e dimostrazioni di volontà di vivere immani,

di un livello mai richiesto

alle cosiddette generazioni in transizione.”

Saltano in aria,

muore l’ideale,

diviene aspirazione,

realtà vera,

triste, tristissima,

vera realtà.

Dove vivo io,

dove vivete voi.

Ed è di questo che ora parlerò.

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