Fase: Velleità (Agosto ’15)

INTRO (21 Settembre 2015)

Detesto Word e già iniziamo male.. non capisce la lingua che parlo e non s’ingrandisce

Mi sposto a Pages.. dove di certo ci sono questi pallini blu ogni parola.. ma questo concept..Che meraviglia!

sono troppo fatta per scrivere

ho rosicchiato il dentro di una tasca in cerca della mia erba che si era sparsa e io come al solito me ne sono fottuta. Poi rosicchi pure ma prima nonono non chiudi bene la cazzo di bustina

Questo era l’intro, tipo quello di The XX ma sgrammaticato e con meno ascoltatori. Ma sono le élites che contano, lo sappiamo bene.

 

POESIA ERMETICA, MA BRUTTA 

(15 Agosto 2015)

 

Velleità

 

I

È sempre un piacere

Immenso

Fare la tua conoscenza

Nuova Diletta

Nuova Fase

Nuova Me

Astratta

Pensierosa

Falsa e mentirosa

 

II

Velleità

Artistiche

Politiche

Esistenziali

Amorose

(Più che mai!)

 

III

L’Italiano

Che lingua splendida

Non si ha neanche il bisogno

Di scrivere

Tentando d’esprimersi

Basta una parola

(o una coppia

se si vuol strafare)

Ecco perchè siamo

Ermellini ermetici

Animali animalisti

Pacifisti nel pacifico

Significa poco

Ma suona bene

 

IV

Velleità

È tutto ciò che non sarò mai

È ogni mia aspirazione fumosa

Ogni barriera indistruttibile

Ogni sguardo indifferente

Ogni lacrima evaporata

 

V

Velleità

È anche l’odore stantio

Del cambiamento

Che a rilento

Scorre nelle mie vene

Imbottigliato nel traffico

Il cambiamento

Se ne sta

 

ANALISI DEL MIO ANTRO ANALE a.k.a LA POESIA 

(21 Settembre 2015) 

Capitolo Primo

La poesia sovrastante è antecedente al resto dell’analisi e all’intro. Quel glorioso intro! Tratteniamo le lacrime di commozione. Penso che le sbronze da vino siano meglio dei cannoni. Sto spingendo i tasti di questo MacBook Pro 5+ CowPot ventinovesima generazione e mi pare di ammazzare ornitorinchi. Cosa che mi provoca un immediato rigurgito verso il reparto macelleria del supermercato a Viale Parioli. Quello a doppia entrata per capirci. Quel supermercato mi ha insegnato che presto i libri andranno vicino alla cassa gomito a gomito con gli ovetti Kinder e i preservativi. Non ho ancora capito se è una tecnica di mercato volta a far desistere lo scrivere o differentemente ha lo scopo di invogliare ad infilare ovetti Kinder nei preservativi. Basta con i palloncini: non vanno più di moda.

Ora parliamo del motivo per cui scriviamo: io, il mio mini tavolo da ping pong e le parole con più di tre sillabe. Si è un’allusione a voi, anglofoni ossibuchi pastori (o pascolatori devo ancora decidere) di deviate con la cellulite.

Sono qui per annunciarvi una nuova fase cari miei..

E’ frizzante, è focosa, è inutile e depressiva! Ebbene, signore, signori, queer e signorotti, vegani e assassini.. ecco qui per voi stasera..

LA FASE DELLE VELLEITÀ’!

Entrano in scena esserini grassi e pelosi e no, non sono le Kardashian.  Cantano Veeeelleeitàà velleeitàà la mia torre cederààààà Velleitàààà

Parlo della torre eburnea dove giornalmente scaricavo nel water l’angoscia.

L’angoscia cosmica e il nichilismo universale. Mi adagiavo sulla riva del fiume aspettando che Pocahontas o Allen Page mi venissero a salvare. Conversavo degli iper-concetti nell’arte figurativa e del post-materialismo di Inglehart. Mi interrogavo del perchè la nostra generazione è un guscio d’uovo. Mi chiedevo perchè il contenente è superiore al contenuto. Perché il MAXXI non potrà mai ospitare un’esibizione che veda offuscata la sua magnificenza.

Trattando l’impossibile sopravvivevo nel mondo e respiravo a tratti dell’aria pulita. Ma a me l’aria pulita fa male. La montagna è teatro di alci e cacciatori, sciatori e russi, aghi di pino e dialetti improbabili. Io sono metropolitana, alcuni cari colleghi aggiungerebbero di razza aliena. Galleggiavo sulla superficie della vita, come dicevano le mie poesie. Chiudevo gli occhi, perchè temevo di restare folgorata dalla luce che essa emanava. Così scrivevo. E penso anche di averci creduto fino a qualche minuto fa. Poi cos’è cambiato? Nulla. Non è successo assolutamente nulla. Ero sul mio letto e mi sono alzata. Avevo sonno e non ne avevo più come capita a tutti. Mi sono alzata, ho rosicchiato l’interno della mia tasca e ho fatto una canna. Poi ho aperto la mia lista. Qui sulla sinistra del mio schermo nell’immagine che recita “Notes” ho trovato il mio NewYearsPlan (l’inglese mi fa pesare di meno la disoccupazione) e lì ho trovato: scrivi delle tue fasi. Bene, tutte le vecchie le ho accantonate. Ora che sono vissute, superate o miseramente skippate per fallimento.. me ne frega molto poco. Godo del nuovo e mando il vecchio nei forni. Parentesi -giuro minuscola-. La mia amica olandese Rosa mi ha raccontato che alcuni ciccioni li cremano nei crematori per i cavalli o qualche animale così. Li cremano lì perchè in quelli degli umani non entrano. In più devono tenersi a portata di mano i pompieri perchè il grasso scoppietta e da fuoco a tutto. Bel casino cazzo. E io che mi lamento. Questa cosa l’ha detta già qualcuno. Forse la Bibbia. Mi guardo intorno in cerca del Testamento ma non c’è ne. Sulla scrivania c’è lo schifo e vedo giusto l’angolo dell’introduzione a Heidegger di Gianni Vattimo. Grande Gianni. Ah e già che ci siamo un caloroso saluto in diretta a Gianni Morandi, che ancora non ho capito che fa ma ha un sorriso simpatico.

Dicevamo.

Mi vado a fare una tazza di cereali anzi di Müsli. Bio è kool. Mangio Müsli alle noci con miele e yogurt magro, invidiatemi.

Mentre mangio perdo il filo e penso:

I conservatori sono morti, soppressi dai liberali. Questo ci fa credere che essi non esistano più, ma la nostra è una chioccia di conservatorismo e bigottismo. Un esempio di ciò sono Dagospia (che devo ammettere che ora che l’ho conosciuto mi sta un botto simpatico -gennaio ’16) e Le Iene. Ma la domanda è: perché i liberali hanno fallito? Bene, non hanno fallito, almeno non su questo punto. Semplicemente le ideologie non si sopprimono ma slittano nelle menti e quasi si alternano, come le stagioni o la mietitura. Utilizzo suoni dal profumo bucolico ma non so cosa siano le stagioni né la mietitura. Tenete a mente la metropoli. Brum bruum. E’ la macchina che non hai perchè sei povero e costretto ad utilizzare gli strascicapoveri che poi in Italia (la mia Italia) s’intendono i piedi. Difatti i portapoveri (versione più soft della precedente) non matachano con le tre strisce di coca delle mie Adidas. Poi vi lamentate che scrivo inni all’anarchia.

Ho appena capito che scrivere mi piace, lo dovrei fare lo stesso. Lo stesso anche se faccio schifo intendo. Fuck the Likes altro che the Police che con me è buona perchè sono donna. Anche se ci sono molti dubbi a riguardo, magari li approfondiamo nel prossimo capitolo. Ah si è troppo che scrivo, chiudiamo questo capitolo. Fumo.

Capitolo Secondo

Pollock pisciava nelle gallerie d’arte, Bukowski confessava in diretta nazionale che sua madre non se la scopava perchè se no si sarebbe graffiato con le sue ossa morte. Io sono iscritta alla LUISS Guido Carli e frequento un corso universitario dove per imparare il nome di un esame ci metti più che a preparare l’esame stesso. (Dai, che cattiveria, non è vero) Di Miley Cyrus ho sentito più fremiti di piacere che rime ma almeno quella lì ha avuto la soddisfazione di traviare una generazione.

Un’altra cosa è che nell’arte, e forse specularmente nella vita, non capirai mai se fai davvero schifo o no. E’ ovvio che quelli intorno a te sono degli zotici, degli invasati o vogliono semplicemente che tu apra le chiappe. Chi sa cosa. Aspettiamo tutti il giudizio divino come i rapper colorati che ululano (vedi: Akon) per cui è stato aperto un nuovo girone all’Inferno di Palahniuk. Occhio che non cito Dante solo perchè non voglio che quel poveraccio si trovi nei miei piè di pagina citato. Anche se l’ho appena fatto. Ma questa parte cancellatela.

Sto affogando nel fumo ma penso di meritarmelo perchè mi hanno pubblicato un racconto. Ad ognuno le sua concessioni e convinzioni.

Il mondo intero ha paura del nuovo e questo è un flusso di coscienza. Il nome elegante per le sfattonate. Che cazzo! Questo maledetto Pages non sa le parole! Ma mi dite che cazzo fate tutto il giorno ingegneri informatici da strapazzo? Vi masturbate su the Big Bang Theory?!

Il mondo si divide tra noi e loro. Io pubblico un post sul Poliamore e l’ho fatto con la semplicità con cui condividi le foto del tuo culo sodo a Panarea e deboli moralismi che non capisci fino in fondo. Una lettera di una donna alle donne che giacciono col suo compagno. Attenzione, per gli ignoranti a bordo, che con giacciono non s’intende morire, ma giacere nel senso penetrarsi vicendevolmente. Ah no, cazzata. Solo uno è il penetratore. Capisco la ribellione dei gay adesso. Seriamente Pages mi dovrebbe pagare per l’arricchimento del suo vocabolario. E la Treccani per avergli tradotto 236 termini dall’italiano all’inglese per preparare gli esami dell’ultima sessione. Se gli anglofoni sapessero spiegare senza grafici e ermetismo economico sarebbe tutto più facile. Ma no no, a loro piacciono le crocette e credono che esistano i sinonimi. Ma io.. Io! Io credo ancora in quell’educazione che promulga l’inesistenza del sinonimo! E questo cari miei, ha un nome. Questa nostro slittare verso l’europeismo e la sistematizzazione del sapere ha un prezzo e una raison d’être. 

La chiamo la malattia del maccheronico e l’ho compresa duranti i miei studi, un pomeriggio. Cercavo su internet cosa fosse il cronismo. Mi affido alla Treccani, quella online, nonostante io la possegga interamente nella libreria alle mie spalle.

Era il tre Maggio di questo stesso anno.

Parentesi: ma secondo voi la canzone dei Die Antwoord Cookie Thumper è dedicata a quei Cookie che mi chiedono (impongono) il permesso d’esistere ogni volta che apro una pagina Web? Perché qualcuno dovrebbe dedicargliela una canzone. Never Mind. Siri mi ha appena spiegato che Thumper è Bambi della Disney, che non ho capito se è un maschietto o una femminuccia ma so di certo che gli è morta la madre. Questo me lo ricordo.

Riprendo il mio discorso. La malattia maccheronica. Traduciamo malamente o la lingua d’informazione universale è troppo scarna per racchiudere tutti i significati di tutte le culture e tutte le espressioni elaborate dall’umanità?

Esempio Lampante: avevo letto su qualche testo l’espressione cronyism. La approfondisco e TheFreeDictionary si pronuncia: “Favoritism shown to old friends without regard for their qualifications, as in political appointments to office.” Okay, interessante. Ma voglio di più. Cerco in italiano. La Treccani si pronuncia con un semplice riferimento al tempo. Cinque anni di Liceo Classico: ce la potevo fare. Trovo qualcosa su Sapere.It: “sm. [dal mitico Crono]. Comportamento di cannibalismo dei genitori nei confronti della prole. È presente in alcuni Uccelli (per esempio Ciconiformi) e Mammiferi (per esempio Roditori). Può essere scatenato da condizioni di stress in situazioni di sovrappopolamento o di scarsità di nutrimento, ma potrebbe anche essere dovuto all’identificazione dei figli come estranei, e quindi come possibili prede, se essi sono scarsamente vitali o già morti, e quindi non emettono i segnali tipici della prole.”

Ora questo sembra poco ma è uno scandalo. E’ un abominio. Sono terrorizzata.

A me i roditori piacciono molto, ma dov’è l’Informazione?

Mi bruciano gli occhi. Una spremuta d’occhi a tavolo 2.

Nelle mani di chi abbiamo abbandonato lascivi la nostra cultura? 

Non me ne capacito cerco di dare spiegazioni mie. Non può essere lo stesso termine. E’ roba differente: ma che roba? Dov’è la mancanza e dov’è l’errore? Devo aver ragione! Saranno termini diametralmente opposti, assonanti, ma lontani anni luce! Ribatto al mio cervello. Tuttavia questo non lo sapremo mai, non prima della fine di questo capitolo e neanche dopo, perchè il mondo anglofono non apprezza le etimologie.

 

Capitolo terzo

Io sono molto ma non sarò mai fino in fondo.

Søren e William.

L’angoscia e il non-essere.

Shakespeare ha dimostrato che non bisogna scrivere bene per diventare famosi, lui l’ha fatto ma comunque viene recitato e tradotto, nessuno lo legge, solo qualcuno dei miei amici di Piazza Strozzi durante le estati con la gamba ingessata.

Quel povero martire! Così tanto impegno a scrivere e poi viene letto e tradotto da Gigi Proietti al Globe Theatre di Roma. Almeno a noi Dante lo spiega Benigni, che tra parentesi mi sta sul cazzo è sempre felice e innamorato che manco Jovanotti.

Questa poesia comunque era quello che facevo io a ferragosto mentre voi spalmavate i vostri culi sodi sul bagnasciuga e io ero a Cuba sperando che il colera mi sopprimesse. Ma non prima della stesura completa de L’amore ai tempi del colera II. Lì l’ho incontrato pure un vecchio amore, ma qualche dio onnipotente cubano (tipo Fidel o Nicki Jam) ha voluto sottrarmi dalle sue braccia. Pure perchè non mi guardava neanche, ma era innamorato, di una newyorkese a quanto pare. Io mi prendevo il mio spazio e fermandomi per qualche minuto nei baretti scasciati di Trinidad gli scrivevo poesie.

Quei giorni ho perso una borsa di studio. L’ho recuperata perchè comunque sono italiana: mafiosa fino al midollo. Ero nella bolla cubana e internet avevo dimenticato cosa fosse, il tempo regnava sovrano su di un mondo anarchico. La parola burocrazia non ricordavo come si scrivesse.

Le velleità con cui avevo costruito i pori di una vita intera si manifestavano per la prima volta. Non ero un granello di sabbia, non ero una dea e non un profeta. Ero un ingorgo nel traffico di una città senza cielo. Ero la pellicina sanguinante sul dito di un nevrotico. La plastica che silenziosa, nei mari, aspettava la sua decomposizione. Tutto il resto però: l’amore, la politica, l’esistenzialismo e la lotta, non sapevo più cosa fossero.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...