un certo Flaubert

ogni parola

è una spina

nel mio labbro

inferiore

 

le tiro vita coi denti

ho le mani legate

e nessuno specchio

non posso neanche

godere della scena

 

nella fretta

o per masochismo

le spingo

più in profondità

 

ho voglia

di leggere

un romanzo

ottocentesco

 

voglio avere il tempo

per chiedermi

cosa davvero

pensasse la Bovary

se fosse

completamente stupida

o una visionaria

 

voglio avere il tempo

di veder la luce filtrare

sulle mie gambe

le foglie cadere

il libro arricciarsi

nelle sue pagine

l’odore del caffè

spargersi

la noia colare

sui miei pensieri

 

voglio avere

tempo

per la noia

 

voglio lasciar

spazio

alla paranoia

 

penso a lei

la Bovary

sfioro le spine

con la punta della lingua

 

metto in rima

le parole

che le ha attribuito

un certo Flaubert

 

 

“L’amore

pensava

doveva manifestarsi

di colpo

esplosione

di lampi e fulmini

uragano dei cieli

che si abbatte sulla vita

la sconvolge

strappa via

ogni resistenza

come uno sciame

di foglie

e risucchia nell’abisso

l’intiero cuore”

 

 

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