Ho tagliato una prosa e ci ho fatto una poesia

 

I

Nella vita bisogna essere altamente altruisti

In amore altamente egoisti

Se non si fa così,

non si sopravvive al fine-settimana

 

II

Soffrirai

Questo ci renderà più simili

 

 

III
Io ti voglio un bene infinito

Non l’hai saputo quantificare

e hai pensato per questo

di poterlo calpestare

 

IV

Vivo in un universo lontanissimo dal tuo

Dove io ti attendo da oramai troppo tempo

 

 

V

Al di là della siepe

c’era qualcuno

ma non ero io

 

VI

Dante mi aveva tradito

Mann mi aveva consolato

 

VII

Mi smentisci

ma il tempo e la distanza

hanno abbandonato

le tue parole

in un sogno,

molto lontano da me,

che non ho intenzione di recuperare.

Non è, difatti, realtà.

 

VIII

Il mio amore è una scelta politica

e tu sei un apolide

 

IX

Mi sento uno scrittore russo

dello scorso secolo

e questo mi disgusta.

Ho sprecato un secolo di sforzi umani.
X

La vita richiede atti di coraggio,

che tu hai dimostrato di avere

solo davanti ad una bottiglia di vino

e un pizzico di superficialità.

Funzioni a compartimenti stagni

e non hai pensato forse

che le persone sono spesso dei tulipani,

motlo soggetti alla depressione e alla siccità.

La tua negligenza mi ha fatto appassire.

 

XI

A nessuno,

in ogni caso,

importa molto di questo.

 

XII

Sono una batteria scarica

gettata nell’indiffirenziata

 

XIII

Tu sei così speciale

che voglio osservarti,

d’ora in poi, da lontano,

come si guarda una stella.

 

XIV

Siamo disintegrate

e lontane

ma è tutto finito

e ci attende finalmente il riposo

 

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